Itinerario Le Vie dell’Olio 5: Terre di Lagaria – Il Ponte tra Mito, Storia e Olio del Sud

Itinerario Le Vie dell’Olio 5: Terre di Lagaria – Il Ponte tra Mito, Storia e Olio del Sud

L’ultima tappa del percorso “Le Vie dell’Olio” ci conduce in un’area della Basilicata dove il paesaggio si fa più aspro e la storia affonda le radici nella leggenda: le Terre di Lagaria. Questo itinerario si estende in una fascia affascinante che congiunge le antiche vestigia della Magna Grecia nel Metapontino con le vette incontaminate del Parco Nazionale del Pollino. È un viaggio in cui ogni ulivo è un custode di storie, un ponte tra il #Mito e i sapori moderni dell’olio lucano.

Lagaria: Alle Origini del Mito Greco

Il nome stesso dell’itinerario evoca la leggenda. Lagaria era un’antica città della Magna Grecia fondata, secondo la tradizione, dall’eroe greco Epeo, il costruttore del cavallo di Troia. Sebbene la sua esatta ubicazione sia ancora dibattuta (tra Lauria, Valsinni e Rotondella), la sua eredità è percepibile nell’intera area, che si estende lungo le valli del Sinni e dell’Agri. Questa terra, plasmata dalla colonizzazione greca, è stata fin dall’antichità un’area vocata all’agricoltura e, in particolare, alla coltivazione dell’ulivo.

La presenza greca ha lasciato un segno indelebile non solo nell’archeologia del Metapontino, ma anche nella cultura agricola, che oggi si traduce in una ricca #Biodiversità olivicola, tipica delle zone di transizione tra mare e montagna.

L’Olio di Lagaria: Profumo di Macchia Mediterranea

L’olio extra vergine di oliva delle Terre di Lagaria è l’espressione di un territorio che subisce l’influenza del clima montano del #Pollino e, al contempo, beneficia della mitezza del litorale ionico.

A differenza delle altre aree della Basilicata che si affidano a singole cultivar dominanti (come la Majatica o l’Ogliarola del Vulture), la zona di Lagaria si caratterizza per un mix di varietà che contribuiscono a creare un profilo organolettico complesso:

  • RomanellaCornacchiola (presenti nelle aree interne).
  • Rotondellae altre varietà a minore diffusione (come la Faresana e la Sammartinegna nella zona del Pollino), spesso utilizzate in blend che riflettono la ricchezza genetica del Sud.

Il risultato è un olio dal fruttato leggero e delicato, con note che richiamano la macchia mediterranea, l’erba fresca e talvolta un sentore di mandorla. L’equilibrio tra amaro e piccante è generalmente leggero, rendendolo estremamente versatile e gradito. La raccolta, spesso influenzata dalle pendenze e dall’altitudine, è eseguita con cura per garantire una molitura rapida e un prodotto finale di altissima qualità, con bassa acidità.

Il Paesaggio: Dalle Tavole Palatine ai Pini Loricati

L’itinerario offre un contrasto paesaggistico spettacolare. Si parte dalla costa ionica, dove è d’obbligo una visita al Parco Archeologico di Metaponto con le imponenti Tavole Palatine, testimoni silenziose del fasto della Magna Grecia. Salendo verso l’interno, il paesaggio si trasforma.

Si attraversano borghi incastonati nelle valli fluviali e si entra nell’area del Parco Nazionale del Pollino. Qui, l’olivicoltura si mescola con la selvaggia #Natura dei boschi, dove regna il Pino Loricato. In questa zona, l’agricoltura non è solo produzione, ma anche conservazione del paesaggio e della #Biodiversità. I produttori di olio di quest’area si fanno custodi di tecniche agricole che rispettano l’ambiente montano e valorizzano le vecchie piante, alcune delle quali si trovano in posizioni estreme.

L’Itinerario “Terre di Lagaria” è un’esperienza sensoriale e intellettuale: unisce la lettura delle antiche rovine alla degustazione di un olio moderno, che è l’espressione più autentica della terra lucana. È un invito a riscoprire le radici del Sud, dove l’ulivo è stato, ed è ancora oggi, il simbolo della civiltà.

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